I 10 gradi di durezza delle pietre e dei minerali

Esiste un sistema per capire che grado di rezza hanno i minerali nonché le pietre preziose; si tratta della scala di Mohs, inventata da uno studioso tedesco nel 1812 che ha dato il suo nome a questa scala, composta da ben 10 gradi che vediamo ora nel dettaglio.

I minerali teneri

Ai valori più bassi della scala corrispondo delle pietre e i minerali cosiddetti teneri che possono cioè essere scalfiti anche da un’unghia. Al grado più basso, cioè l’uno, corrisponde il talco seguito poi dal livello due dal gesso.

Le pietre semi dure

Calcite, fluorite e apatite corrispondano, rispettivamente, al livello tre, quattro e cinque della scala di Mohs che ha lo scopo di determina la durezza dei minerali basandosi su un confronto con altri minerali, classificati in questa scala. I minerali che fanno parte di questo gruppo sono definiti come semi duri poiché è possibile scalfirli con un oggetto appuntito in metallo, come può essere l’acciaio.

Le pietre dure

Infine, ai valori più alti corrispondono i minerali duri cioè quelli che non possono essere scalfiti nemmeno utilizzando un oggetto in metallo appuntito. Il livello 6 è rivestito dall’ortoclasio, al settimo livello troviamo il quarzo, seguito all’ottavo livello del topazio. Sui gradini più alti della scala troviamo prima il corindone e in cima il diamante, che è la pietra più resistente mai conosciuta.

Un’altra scala

Si sente però l’esigenza di creare una scala o un metodo che possa essere più universale nello stabilire la durezza di un minerale. Invece di conformante le gemme tra di loro, August Rosiwal ha pensato di fare alcune prove in laboratorio al fine di determinarne la resistenza all’abrasione. La scala di Mohs è una scala che non ha un andamento matematico ma si basa su prove empiriche e non assolute, mentre questo altro metodo si basa su test appositi: quello di abrasione, penetrazione e rimbalzo, andando nel oltre allo scalfire un minerale con un altro.